11 febbraio 2008
posted by Marco Bonomo at 21.32

Su Blogosfere un articolo per 9colonne che parla dell'accordo (anti-rai) tra Mediaset e Sky:

TELEVISIONE: MEDIASET E SKY ITALIA, UN ACCORDO ANTI RAI?

Necessario accordo di non belligeranza tra due star della pay tv? O fulcro di un nuovo scenario che relega la Rai in un ruolo marginale? La trattativa in corso tra Pier Silvio Berlusconi e James Murdoch, giovani delfini di due Regni televisivi che operano su scala mondiale, è approdata ad un‚intesa di massima che ipoteca il sistema dell‚emittenza italiano in funzione anti-Rai. Mediaset e Sky Italia stanno infatti per raggiungere un accordo commerciale che piazza sui canali satellitari di Murdoch i pezzi pregiati dello scacchiere del Biscione: le partite di Calcio di Serie A ed il ricchissimo pacchetto Cinema dell‚offerta Premium Gallery. Ma la convergenza tra le due multinazionali va molto al di là del contratto di affari. Comprende sinergie meno sbandierate sul terreno politico, in cui le accomuna l‚interesse per l‚azione dei governi italiano ed europeo in ambito radiotelevisivo. Non solo. L‚intesa Mediaset-Sky sbarra alla Tv di Stato la possibilità di creare una piattaforma satellitare alternativa a quella di Sky in comune con Mediaset. Proposta da Sandro Curzi a metà gennaio e subito accettata da Pier Silvio Berlusconi, l'offerta di collaborazione è stata neutralizzata in tempi record dall‚alleanza odierna tra i "figli di papà" Murdoch e Berlusconi.
I TERMINI DELL'ACCORDO

Ecco nel dettaglio quali sono i termini del patto "Media-Sky", impostato dai due giovani magnati e che sarà firmato presto. Il Gruppo del Biscione rivenderà a Sky Italia i diritti televisivi sulla Serie A, che si è aggiudicato su tutte le piattaforme e per cui ha cominciato ad esercitare le opzioni fino al campionato 2009-2010. La divisione televisiva di News Corp acquista inoltre il "pacchetto cinema" di Premium Gallery, nuova offerta del digitale terrestre di Mediaset. L‚azienda di Cologno Monzese lo ha ottenuto siglando un maxi-accordo con le major Warner e Universal che le concede i diritti a trasmettere in esclusiva, sia in chiaro che criptato, le nuove produzioni di film e serie Tv prodotte dalle due case cinematografiche USA nei prossimi 4 anni. Per avere questa preziosa risorsa, Mediaset ha speso la scorsa estate intorno ai 500-600 milioni di dollari. L‚importanza di questi contenuti nevralgici è altissima. Spiega Federico Di Chio, direttore della divisione del digitale terrestre di Mediaset. "Senza i prodotti di Premium Gallery, Sky Italia perde 250 film, ossia il 30-35% del loro prodotto pregiato, e 185 stagioni di serie, pari a oltre il 40% della programmazione su satellite dedicata al genere". Il pacchetto va ora dunque in simul cast, cioè contemporaneamente sul digitale terrestre di Mediaset e nel satellitare di Sky. Il Gruppo di Murdoch ha l‚obbligo di rivenderlo con marchio e contenuti inalterati e a un prezzo non inferiore agli 8 euro, decisi da Mediaset per il suo digitale. A causa di quest‚accordo commerciale, come detto, Mediaset rinuncia al progetto di lanciare con la Rai una piattaforma satellitare alternativa a Sky.


SFUMA IL PATTO ANTI SKY TRA RAI E MEDIASET

Il consigliere di amministrazione Sandro Curzi aveva avanzato un‚offerta di collaborazione in tal senso su Libero Mercato, il 19 gennaio, pochi giorni prima dell‚adozione del nuovo piano editoriale della Rai. "Bisognerebbe cominciare a ragionare insieme a Mediaset - affermava- sui problemi comuni, sul futuro. Per esempio si potrebbe ipotizzare una piattaforma comune sul digitale satellitare...". Pier Silvio Berlusconi, aveva prontamente accolto la proposta. "Ragionare con la Rai per una piattaforma comune sul digitale? Siamo più che d'accordo. È da tempo che lo proponiamo: è un'ottima notizia il fatto che un consigliere autorevole ed esperto come Sandro Curzi abbia lanciato un segnale positivo in questo senso". A conferma della disponibilità, aveva citato il modello virtuoso anglossassone: "Quel che è successo nel digitale terrestre in Inghilterra è istruttivo- spiegava il giovane Berlusconi- i principali operatori, Bbc, ITV, Channel 4 e Channel 5, hanno costituito una piattaforma comune, Freeview, che oggi ha una penetrazione superiore a quella di BSkyB, la proposta satellitare dì Rupert Murdoch. La forza di Freeview è di avere un unico nome, fare pubblicità comune e proporre canali che coprono i vari interessi dei telespettatori senza inutili sovrapposizioni. Se un accordo del genere avvenisse tra tutti gli operatori italiani del digitale terrestre, la forza della piattaforma sarebbe moltiplicata e i telespettatori avrebbero un servizio migliore. Speriamo che la proposta avanzata da Curzi abbia un seguito in Rai e si affermi nel Paese: sarebbe anche un modo per rafforzare l'offerta italiana nel clima di competizione globale che ormai caratterizza la nostra televisione". Oggi, il patto di non belligeranza Media-Sky ha già vanificato i buoni propositi.

JAMES MURDOCH E PIER SILVIO BERLUSCONI, GIOVANI DELFINI DI SKY E MEDIASET

La convergenza tra il Gruppo italiano e la News Corp di Murdoch denuncia così il ritardo della Tv di Stato sul terreno dei New Media, ed in particolare del digitale terrestre, piattaforma che entro il 2012 accoglierà tutti i servizi audio visivi. Si candidano a diventare protagoniste assolute del panorama italiano, invece, le due società private che operano a tutto campo come moderne media company: News Corp, proprietaria di Sky, che fattura 30 miliardi di dollari l‚anno, e Mediaset, 4 miliardi di euro. E con loro, i giovani successori di Silvio Berlusconi, settantenne pioniere della tv privata italiana negli anni ‚80 ed oggi leader politico, e del settantasettenne editore australiano, Rupert Murdoch: Pier Silvio, trentottenne che ha già raggiunto grandi risultati muovendosi con discrezione all‚ombra di Fedele Confalonieri, e il 34enne James, definito dal padre Rupert "un giovane manager pieno di talento, che sa combinare prospettiva internazionale e risultati". A loro spetterà il compito di guidare due Giganti della Comunicazione di massa.

MEDIASET E SKY: PROFILI E STRATEGIE DI DUE GIGANTI

Ecco i profili e le strategie di Sky e Mediaset. Una nitida fotografia di Sky, divisione televisiva di News Corp, emerge dalle parole di Bob Iger, presidente dal 2005 di Disney Group, in un'intervista a Il sole 24 ore. "Il mondo dei media - spiega - ha oggi due personaggi chiave: Steve Jobs (fondatore della Apple computer, ndr) per la creatività tecnologica e Rupert Murdoch per la visione strategica nell'evoluzione del mercato. Murdoch è per noi la vera sfida: il suo è un gruppo integrato e mondiale. E, grazie alla piattaforma Sky, in Europa hanno una forza d'urto imbattibile sul mercato dei diritti televisivi in campo sportivo. Ha praticamente un monopolio". Lo stesso vicepresidente di Mediaset Pier Silvio Beerlusconi disegna ruolo e strategia del suo Gruppo nel corso della presentazione di Premium Gallery. Una carta di identità riassumibile nella nuova missione di editore di contenuti multipiattaforma, con una supersocietà che integra le controllate Endemol, Medusa e Taodue. "La tv generalista ˆannunciava in quell‚occasione- resta il nostro core business; da un anno abbiamo però iniziato a sviluppare una seconda linea d'attività concentrandoci sui contenuti. Dopo le acquisizioni di Endemol Medusa e Taodue puntiamo alla creazione di una grande casa di produzione italiana capace di esportare i nostri prodotti. La terza linea è la tv a pagamento. Obiettivo: diventare un editore aperto a tutte le piattaforme possibili. Insomma, Mediaset è già entrata in una nuova dimensione. Da broadcaster della tv generalista a vera e propria major, l'unica in Europa in termini di orizzonti e di attività paragonabile alle grandi major americane. Un dato: fino a 2 anni fa, i nostri ricavi dipendevano al 98% dalla pubblicità, nel 2007 siamo scesi all'85%; ormai il 15% del nostro fatturato dipende da altre attività. Un bel cambiamento e non ci fermeremo qui".

La Rai, vincolata da pastoie politiche e burocratiche, per ora sta a guardare il predominio dei due Giganti...


Fonte: Blogosfere

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